10 febbraio 2009
Attività industriale in picchiata (- 15,2%)
Si accentua la caduta della produzione industriale in gennaio. Il CSC stima una flessione del 15,2% su gennaio 2008, al netto delle differenti giornate lavorative (2 in meno quest’anno). In dicembre si è avuta una contrazione del 14,3%, secondo i dati ISTAT diffusi oggi.
La variazione mensile è di -0,5% in gennaio su dicembre, quando si è avuto un calo del 2,5% su novembre (dati destagionalizzati).
La diminuzione dell’attività industriale è comune alle maggiori economie.
Dall’aggravarsi della crisi internazionale (settembre 2008) la flessione dell’attività industriale è stata più marcata in Germania (-10,3%), seguita da Italia (-8,3%), Spagna (-8%), Francia (-7,7%), Regno Unito (-5,5%).
La riduzione della produzione industriale italiana dal picco del dicembre 2006 è ora del 17,2% e riporta l’attività ai livelli del febbraio 1994. Denota la recessione più forte del dopoguerra. Si confronta con il -5,2% del 1992-93, il 16,4% del 1980-83, il -14,4% del 1974-75 e il -8,1% tra ottobre 1963 e agosto 1965. La contrazione dal picco di attività è più ampia per la Spagna (-18% da dicembre 2006), più contenuta per la Germania (-13,5% da aprile 2008), la Francia (-11,8% da ottobre 2007) e il Regno Unito (-9,8%, pure da ottobre 2007).
La massiccia diminuzione della produzione industriale nel quarto trimestre (-7,5% sul terzo) implica una riduzione marcata del PIL (almeno -1,6% secondo le valutazioni del CSC) e una conseguente maggiore eredità negativa del 2008 (-1,6%) che pesa sul bilancio annuale 2009. Salgono le probabilità di una flessione del PIL quest’anno superiore al 2,5%.
(Confindustria - Centro Studi)